di e con Guido Castiglia
regia Guido Castiglia
musiche Claudio Mantovani e Astor Piazzolla
disegno luci Dana Forte

 
Trama
Un personaggio racconta di sé e della sua timidezza, “mettendo in piazza”, in un crescendo di comicità, i suoi imbarazzi infantili e adolescenziali: “la prima recita scolastica”, “la sua balbuzie” ecc.
Che dire quando i parenti della tua infanzia riescono a segnarti tutta una vita? Cosa pensare quando, a fissarti, ci sono due occhioni, uno blu e l'altro rosso, di un bidé indiscreto? Quando a lasciarti senza parole è la balbuzie, senza sorriso la carie? Che fare quando del tuo sfogo poetico rimane solo lo sfogo? Che dire di tutto questo?
Il buffo personaggio si trova in attesa, insieme al pubblico presente, di qualche cosa o qualcuno; un dottore, forse. Nell’attesa, si confida ai presenti parlando di sé, della sua timidezza e dei guai che gli ha procurato, delle sue sventure paradossali, ma anche dei suoi sogni e dei suoi ricordi che, nel fluire comico dello spettacolo, rivelano il suo mondo e il suo immaginario.
Lo spettacolo si conclude con un condensato ironico di “immagini ricordo” della propria vita attraverso una comicità che da grottesca si fa via via sempre più poetica.

Dopo lo spettacolo è previsto, con i ragazzi e gli insegnanti presenti in sala, un lavoro di scomposizione e analisi degli strumenti e delle dinamiche della comicità (durata spettacolo più scomposizione 1h e 30 min)

Temi prevalenti
La timidezza è il pretesto per entrare in un tema più ampio delle problematiche preadolescenziali. Lo scopo "terapeutico" della comicità diviene evidente in questo spettacolo nel quale, attraverso l'autoironia un personaggio recupera, valorizzandola, la propria memoria.
Attraverso i diversi linguaggi della comicità, da quella gestuale alla comicità poetica del surreale, in un crescendo che valorizza sempre più i contenuti e i sentimenti dell’emblematico personaggio.
Inoltre, la rappresentazione scenica offre l'opportunità di scoprire le differenze e i diversi livelli linguistici che compongono l’universo comico.
In tal senso è importante “la scomposizione” prevista dopo lo spettacolo dove l’attore, in una sorta di lezione spettacolo, spiega, con semplicità e chiarezza, i meccanismi della comicità, al fine di offrire ai ragazzi uno strumento di lettura e di distinzione della comicità televisiva che nutre il loro immaginario. Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati: teatro d’attore.
Lo spettacolo affronta, nella sua fluidità, i diversi linguaggi della comicità, da quella gestuale alla comicità poetica del surreale. L’intero spettacolo è una carrellata delle tecniche comiche in un crescendo che valorizza sempre più i contenuti e i sentimenti del personaggio.

Metodo di lavoro
Lo spettacolo è stato costruito con la tecnica dell’improvvisazione teatrale basata su schemi comici precostituiti.

Indicazioni sulle scenografie
Una selva di leggii di ogni dimensione divengono di volta in volta il podio del delirio del personaggio.

Fascia d’età: dagli 11 anni

Indicazione bibliografica
Per un più accurato approfondimento si consiglia il testo “IL TEATRO DEL FARE – il teatro come welfare educativo – una plausibile didattica della comicità – appunti e idee per la formazione teatrale nella scuola” di Fabrizio Cassanelli e Guido Castiglia – Edizioni Titivillus – in vendita nelle librerie oppure acquistabile anche on line http://www.ibs.it/code/9788872183311/cassanelli-fabrizio-castiglia-guido/teatro-del-fare-il.html o rivolgendosi alla casa editrice www.titivillus.it.

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