Una storia disegnata nell’aria

per raccontare Rita, che sfidò la mafia con Paolo Borsellino


Scheda spettacolo

Allestimento realizzato in collaborazione con

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testo di Guido Castiglia
realizzato in collaborazione con Piera Aiello (testimone di giustizia)
Collaborazione alla messa in scena Fabrizio Cassanelli
Scenografia e disegno luci Lucio Diana
Luci e fonica Franco Rasulo
Organizzazione e distribuzione Claudia Casella
Con Guido Castiglia

“Una storia disegnata nell’aria” è uno spettacolo nel quale l’arte della narrazione mira diritto al cuore dei ragazzi facendo emergere, con l’intelligenza delle emozioni, la fragilità di una adolescente trovatasi al centro di uno dei momenti più drammatici della nostra Repubblica: le stragi di mafia.

La storia di Rita Atria, la più giovane testimone di giustizia in Italia, è emblematica; è una storia nella quale emerge forte il desiderio di affermare una realtà libera da veti e mutismi, da intimidazioni velate e soprusi subiti.

Lo spettacolo racconta di Rita, dei suoi “tatuaggi emotivi”, della sua voglia di vivere e della sua capacità di trasformare, grazie all’aiuto di Paolo Borsellino, il sentimento di vendetta in senso di giustizia.

“Una storia disegnata nell’aria” vive il sentimento contemporaneo nelle pieghe degli stati d’animo e nella vitalità caparbia di una diciassettenne che ha visto sgretolare la sua speranza in quel tragico luglio 1992; una storia degna di essere raccontata, oggi, ai ragazzi.

A partire da 12 anni

Il primo marzo 2017 la Camera del Parlamento Italiano ha istituito all’unanimità, per il 21 marzo, la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

Un motivo di soddisfazione per Libera, che fin dal 21 marzo 1996 ha creduto nell’importanza di una memoria condivisa, viva, che ricordasse tutte le vittime nelle loro pari dignità, a prescindere dai ruoli svolti.

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