Scheda didattica

LA TRAMA:
“C’era una volta un bambino ... anzi no, un maialino, che invece di essere tutto rosa come gli altri suoi compagni era sempre tutto sporco di fango, di sugo, erba e nutella, ma la cosa che gli piaceva di più era tuffarsi nellepozzanghere ... insomma era un maialino tutto nero, un po’ grassoccio, vivace e forte come solo un maialino di campagna può esserlo e schizzato dalla testa ai piedi come la tavolozza di un pittore, il suo nome era Piggi ma tutti lochiamavano Ciccio Schizzo.” La storia di Piggi è la storia di tutti quei “maialini neri” che, pieni di vita e liberi da inibizioni, affrontano la vita come un’avventura continua. Piggi è uno di quei maialini che ad un certo punto, senza accorgersene, siritrova dall’altra parte, additato dai maialini rosa come uno di quelli sporchi e malvestiti, uno di quelli da prendere in giro. Ma Piggi non è un maialino qualsiasi, lui è Ciccio Schizzo e ...

TEMI PREVALENTI: “Un maialino tutto nero” è un racconto divertente nato lavorando, in stretta collaborazione con i bambini di prima elementare, su un tema importante quale il “bullismo infantile”. La sintesi teatrale ruota intorno allo stimolo trattoda un nucleo narrativo essenziale, citato in “Le domande dei bambini” (ed. Bur) dalla psicologa dell’infanzia Anna Oliverio Ferraris e liberamente tratto dagli scritti dello scrittore e formatore Jacques Salomè, fondatore dell’ecologia relazionale(metodo E.S.P.E.R.E. energia specifica per un’ecologia relazionale essenziale); uno stimolo importante che ha dato il via ad un intenso lavoro con due classi di prima elementare, che ha restituito materiali successivamente rielaborati “digeriti esedimentati” all’interno del testo teatrale.

METODO DI LAVORO: Un maialino tutto nero è uno spettacolo nato in stretto contatto con il mondo dell’infanzia e raccoglie inse la sintesi dei diversi livelli di comportamento, considerati dai bambini stessi: buffi, pasticcioni, birichini, offensivi, violenti.

TECNICHE E LINGUAGGI TEATRALI UTILIZZATI: Il teatro d’attore e di narrazione è la peculiarità che contraddistingue il lavoro di Guido Castiglia. Lo spettacolo è sostenuto da una drammaturgia costituita da episodi narrativi che compongono lastoria/metafora del maialino Ciccio Schizzo che, attraverso una serie di avventure comiche quotidiane, attraversa, vivendolo, il fenomeno del bullismo, per riuscire, al termine delle sue esperienze, a vincere la propria violenza con il fondamentale aiuto della maestra, prendendo coscienza delle sue azioni e facendosi così accettare dalla comunità. Non manca, nello spettacolo, un elemento al limite con il misterioso: una scatola nera contenente cubetti colorati eilluminati; metafora delle mille emozioni, delle memorie e dei sentimenti evocati dal personaggio in scena. Il narratore si fa quindi medium tra la storia e il pubblico, ma, essendo la storia una divertente metafora, sarà poi così veroche il personaggio in scena sia così estraneo ai fatti raccontati?

INDICAZIONI SULLE SCENOGRAFIE: Un grande cubo nero in scena è l’oggetto scenografico misterioso che si svela conl’evolversi della storia. Un contenitore nero di cubetti colorati e luminosi che si moltiplicano durante lo spettacolo, riempiendo lo spazio scenico poco alla volta, fino a riempirlo di luce e colori. Il cubo è anche lo spazio dell’attore che lo usa entrandoci e uscendone con sempre nuovi cubi ed episodi della storia narrata.

APPROFONDIMENTI: Il lavoro effettuato con i bambini di prima elementare è stato il fondamento essenziale per la costruzione dello spettacolo; nulla è dato per caso: dai colori dei cubetti (associati agli stati d’animo) alle reazioni del maialino (reazioni istintive del bambino), dai luoghi d’accadimento degli avvenimenti di bullismo (bagni, mense, giardinetti) alle sensazioni di irrefrenabilità dei propri impulsi.
“Un maialino tutto nero” è uno spettacolo con un doppio senso di marcia:
il primo) un allestimento nato scrutando e giocando con l’esperienza infantile;
il secondo) un allestimento dal quale è possibile entrare, grazie ai suoi “cubetti/episodi”, nelle dinamiche comportamentali dei bambini, estrapolando e/o riconoscendo eventuali dinamiche latenti interne o esterne al gruppo classe.
Come?
Dopo aver visto lo spettacolo è possibile porre delle domande.
Quali?
Dall’esperienza che ha condotto all’allestimento possiamo suggerirne alcune, che, tra l’altro, hanno permesso all’autore di elaborare il testo:
a) In quanti e quali modi si può sporcare il protagonista della storia?
b) Quali sono gli oltraggi che subisce il maialino Ciccio Schizzo dagli altri suoi compagni? Ti è mai capitato?
c) Qual è la goccia che fa traboccare il vaso (ovvero che porta ad una reazione violenta “giustificata”)? Quando è successo a te?
d) Come reagisce Ciccio Schizzo alla sorpresa della maestra? Tu cosa avresti fatto?
e) Il maialino si sente solo? Perché? Quando ti senti solo?
f) Tu cosa racconteresti al tuo cubetto preferito?
g) Come mai Ciccio Schizzo riesce a controllarsi?

Domande alle quali ovviamente, a seconda del gruppo classe e del metodo dell’insegnante, è possibile rispondere in modi differenziati (disegni, verbalizzazione, drammatizzazione, letterine, invenzione di nuovi personaggi e storie, ecc.).


Fascia d’età: dai 6 anni


Da aprile 2007 lo spettacolo è diventato anche un libro. "Un maialino tutto nero, ovvero storia di un bullo piccolo piccolo" è edito dalla Fondazione Alberto Colonnetti.
Ulteriori informazioni relative alla pubblicazione: www.piccolilettori.it

Per inviarli:
maialinonero@nonsoloteatro.com
oppure
Nonsoloteatro – via Chiampo 33 – 10064 Pinerolo (TO)

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